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Lunedì, 31 ottobre 2005 |
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Ed eccoci alla nuova puntata di questa telenovela infinita che, diciamocelo, mi ha anche un po' stufata.
Siamo alle prese con l'ambasciata italiana: due cristi in croce, ma ci vogliono quattro giorni prima che un fax lasci il rifugio dorato della stampante, segua i venti favorevoli e approdi, novello Ulisse, sulle spiagge amate di Itaca, nella fattispecie la scrivania del destinatario.
Domani è festa, dopodomani o giovedi (ancora non è dato saperlo) pure.
Poi c'è la questione della firma sulla richiesta di visto (tre volte ho domandato come mai non mi facevano firmare. “No, madame, dato che ci sono i documenti è implicito”). Ora, ovviamente, serve una firma.
Ieri ho mandato a quel paese il sopraccitato referente, che mi ha telefonato con due giorni di ritardo per dirmi di un problemino che noi conosciamo da venerdì mattina e che nel frattempo ci siamo risolti. Solerte. Efficace. Appropriato.
Giuro che la mia convinzione non-violenta è davvero messa alla prova.
Ma si dice che colpisce più la penna che la spada. Vedremo.
La streghetta è qui accanto, ostenta collane di sbadigli.
La sera, a nanna, parliamo.
Ha fatto l'inventario delle famiglie multicolorate, il fatto che Visal abbia gli occhi a mandorla ma non sia giallo... non la convince e domanda cento volte di voi.
Racconti di superstizioni sciocchine, la falena che va spiaccicata perché è uno stregone e simili facezie.
Un discorso fatto due sere fa mi ha toccata, non tanto per il contenuto, quanto perché sembrava un adulto. Davvero.
Lei, così piccina e rompiballe, così bambina...
Lei che adora il riso, il pesce, la maionese, il pane&olio, i dolci (niente torrone o cioccolato con nocciole).
Lei che si stupisce davanti ai rubinetti, che si incanta a vedere un autobus, che ha paura del buio nelle case, ma non all'esterno.
Lei che è così estranea al mondo che le dovrebbe appartenere, lei che vuole “partire presto”, che domanda di suo fratello, di quanto è grande...
Per piacere, niente marmellata di banane! Oltretutto le banane da noi sono talmente... diverse.
Piccola Erica che segui le nostre storie... mi racconterai anche tu del tuo viaggio?
Giorgia cara, grazie. Ho letto. Grazie davvero.
E tutti voi così presenti... che dirvi?
Vi aspettiamo tutti.
E, se ne avete l'occasione, venite in questo Paese. |
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Domenica, 6 novembre 2005 |
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Cara Erica,
R. si sveglia da sola, le piace dormire, proprio come te!
Ma fa anche colazione, e che colazione!
Le piace lo yogurt, anche la frutta, il pane con la marmellata... Mangerebbe anche polenta e spezzatino (to et sauce) la mattina...!!!!
Quindi... in questo siete diverse: a te non va di fare colazione e lei mangia ancor prima di pronunciare una sola, piccola parola.
A presto, tesoro
zia Mari
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Domenica, 6 novembre 2005 |
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Eh sì, siamo ancora qui.
Non ho scritto in questa settimana perché non sono stata troppo bene e ho evitato le uscite (in compenso la noia è arrivata alle stelle).
In breve: dieci giorni per avere il visto, DOPO l'autorizzazione della CAI.
Prima non è arrivato il fax in ambasciata (ma, sapendo che sarebbe arrivato, perché diavolo non hai chiamato la CAI?).
Poi, lunedì pomeriggio si sta a casa, per prepararsi alla fatica di martedì, ognissanti, perché, è cosa nota, le feste sono estremamente stancanti.
Martedì è festa, ergo non si lavora.
Mercoledì apprendiamo che il (la!) funzionaria per gli affari consolari... Non usa il pc!!!! Quindi, l'addetto alle procedure informatiche (in atto da DUE anni!!!), il solo a saper far funzionare questa infernale e complicatissima macchina, sarebbe il solo a poter magicamente far uscire un visto dalla stampante. Se non che... guarda caso... è malato. Se ne parla venerdì.
Eh sì, venerdì perchè, in un'ottica di multiculturalismo ammirevole e in nome del rispetto delle leggi non scritte sull'ospitalità, di ellenica memoria, giovedì essendo Ramadan... tutti a casa.
Venerdì ci si rende nuovamente conto (alle 12, prima non è possibile parlare con la persona preposta) che il fax di autorizzazione della CAI non è ancora arrivato. La CAI l'ha spedito secoli prima.
La solerte funzionaria ci dice che se entro le 14 (ora locale) riusciamo a farglielo avere, potremo avere il visto.
Chiamiamo la CAI: il funzionario preposto è in riunione. Ci fa piacere.
Chiamiamo l'ente autorizzato: il capoccia ci risponde che non essendoci la persona prima delle 16 non se ne fa nulla.
Gli altri enti, quelli veri, quelli seri, sono loro a tenere i contatti con ambasciate e commissione. Noi dobbiamo aspettare che una deficiente digerisca il suo immeritato pasto.
Le altre coppie del suddetto ente, avevano un numero di cellulare cui chiamare. Noi no. Vero che anche se chiamavano, la maggior parte delle volte nessuno rispondeva... (Bell'anacoluto, eh. Sto diventando spiritosa).
Tuttavia....
Riusciamo, miracolosamente, a prendere per il bavero (non io personalmente, ma un caro amico) il referente dell'ente e a farci dare copia del fax. Lo inoltriamo all'ambasciata alle 13.35.
Alle 14 la solerte funzionaria ci dice che è troppo tardi (ma non ci avevi detto "entro le 14"?????): se ne parla lunedì.
SE, dico se, lunedì ci sarà il visto, martedì il tutto arriverà a Ouaga.
Mercoledì non ci sono voli.
Giovedì si parte a mezzanotte, arrivando a Parigi alle sei del mattino .
Ciliegina sulla torta: venerdì non ci sono posti sui voli Parigi-Venezia del mattino. Ci tocca aspettare fino alle 15.25, e arrivare alle 18 a Venezia!!!!!
Il ne manquait que ça!
Che dire?
Volete la lista di tutte le parolacce che conosco? Sicuramente no.
Ah, il consiglio della funzionaria: andare alla cooperazione (quale? non ho visto un solo progetto!!!!!) italiana: lì c'è un medico italiano, che forse, in italiano, potrà spiegarmi che cosa fare di mia figlia (burkinabè) mentre mi somministra in italiano una bella flebo italiana che io infilerei, in italiano, direttamente nella lingua di tutti coloro che continuano a occupare posti seri pensando di dimostrare così il loro potere.
Classica, tipica attitudine di coloro che valgono nulla. Ma proprio nulla.
Ora vado, signori e signore. La streghetta scalpita e devo fare un po' di spesa.
Ah, in tutto questo mi sto sorbendo una farsa elettorale non da poco. Ve ne parlerò con calma.
Buona domenica a tutti voi.
m.
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