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 Giovedì, 27 ottobre 2005

Gli elefanti sono liberi, non sono di nessuno, ma sono protetti da tutti.

R. è alta circa 131 cm, sa leggere in francese ma, a volte, ha qualche dubbio. Diciamo che preferisce fare altro.

Quando arriviamo, vi aspettiamo tutti. Emma, tu non hai bisogno del pulmino romano!

Veniamo ai racconti di oggi, ovvero di ieri.
Giornata incredibilmente soft.

Ieri mattina abbiamo giocato a domino, uno di quelli con gli animali. Ne ha letto i nomi e ne è seguita una serie di domande sulle doppie e sul fatto che in italiano la "e" finale si legge.
Così oggi, riguardo al mio cognome, ha chiesto se non mancasse una "e" alla fine.

Prima spesa e primo pranzo non in giro, da sole.
Il formaggio non le piace, le olive le fanno schifo.

In compenso vuole pane e olio (richiesta sua!)... e, infine, ha avuto per cena la pasta al pomodoro che mi chiedeva da una settimana.

A parte lo stupore dovuto al fatto che la pasta la buttiamo quando l'acqua bolle, a parte una lunga discussione sul fatto che il sale era sufficiente, a parte la mezza baguette con il sugo... la doccia fredda è arrivata quando, a nanna, mi ha detto che se ci fosse stato aggiunto un dado (che qui prende il nome della marca, un tempo italiana, ora proprietà di una certa multinazionale che non nomino neppure, tanto mi sta sulle pxxxe)... il sugo sarebbe stato buono.

Valle a spiegare tu che sarebbe stato buono con il parmigiano sopra... ci ho provato... il tono del suo commento è stato quello di colui che si sente dire che il caffè è eccellente se ci aggiungi le cipolle e le suole di gomma delle ciabatte da piscina.

Casca male, povera piccola, in una famiglia di formaggiofili oltranzisti... e in Italia non c'è il gombo , né il karitè, né l' oseille ...

Poi i racconti serali.
La scuola, ad esempio, che detesta. Approfondiamo e appare evidente che il sistema scolastico locale è tale da violare la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Capisco perchè i bambini burkinabè, peraltro abituati a essere molto liberi, vedano la scuola in codesto modo.

Le chiedo della città dove è nata, della famiglia allargata. Mi dice che non ricorda nulla. Non è vero, naturalmente. Le dico che spero proprio che ricordi, perchè lì ci sono tante persone che le vogliono bene, perché lì è nata lei.
Piano piano parla, emerge la storia di uno zainetto che ha donato alla "cugina". Le dico che ha fatto bene, che è bello fare dei regalini alle persone care.

Parliamo dell'istituto. Qui le cose sono molto più semplici, parla delle sue amiche, di quelle che ho conosciuto e delle altre.
Racconti di camerate di istituti, degli uccelli notturni che non bisogna ascoltare altrimenti ci fanno male e se li cacciamo risorgono...
...la leggenda metropolitana (si fa per dire, piuttosto campagnarde!!!) in base alla quale non ci si deve bagnare nel mare perchè "mangia le persone".
Lei, dice, in mare non entra.
Detto da una che si è arrampicata sulle scivolose pietre delle cascate... fa un po' ridere.

Le spiego che si dice così per fare in modo che le persone stiano attente, ma che non è vero.
Capisco che non ci crede. Sono certa che appena metterà piede in acqua, sarà difficile farla uscire.

E poi le ricette, sa fare la sauce per il to. Ha imparato guardando.

È molto osservatrice, nota i particolari.

Che altro dirvi?
Ora non è con me, è rimasta con la figlia della mia amica M. a far danni (spero rimediabili) e a giocare.


A DOMINO !!!!!!!!!!!!!!!!!


 Sabato, 29 ottobre 2005

Ragazze e ragazzi... Quanta audience!!!!

Dunque, ieri è stata una giornata stancante. Crisi di pianto di 89 minuti precisi. Il casus belli: una stupidaggine.
Confesso che ho avuto il lampo di genio di provocare il resto.
Piange in silenzio per più di mezz'ora.

Poi, finalmente (!), si ribella, scalcia, cerca di divincolarsi.
E il pianto, divenuto un lamento, si trasforma in urlo.

Per tutto il tempo la tengo stretta stretta. Non è facile, ho il braccio sinistro pieno di lividi.

Gli ultimi minuti sono distesi sul suo letto, con me sempre a fianco.
Piano piano si scioglie. Piano piano comincia a parlare.
E poi sistemiamo l'acconciatura (quella terribile con un kg di filo di plastica lascia il posto a dei pompon con elastichini colorati).

La sera è come se si fosse tolta un rigido abito.
Possiamo permetterci di uscire a cenare con amici.
È se stessa: allegra, arguta, rompina...

Le serviva un momento così. Era troppo controllata, troppo silenziosa, troppo desiderosa di stare fuori, troppo, troppo, troppo...

Non sarà certo l'unica volta, ancora cambiamenti la aspettano, forti e definitivi.

Curioso come noti tutti i bianchi e, soprattutto, come sia stupita da tutti i bimbi neri con genitori bianchi. Come se lei e io non fossimo visibili altrettanto.

Adora il riso. Oggi mi ha detto che quei gateaux (frittelle enormi vendute lungo le strade) le piacciono molto, molto, molto. Lo sapevo già.

È davvero l'ultimo pezzettino della famiglia Orsetti, golosina com'è.
Vi basti sapere che ha scelto una marmellata di banane per colazione. Banane. Dolce come la carta moschicida.

Stasera mi aspetto che al mercato cerchi di indurmi a comprare il dado da brodo e che, di conseguenza, ne sottolinei la mancanza a cena.

Ah, chicca: ieri, dopo 17 giorni in Burkina, ho avuto l'apparizione del referente dell'ente, che è venuto "giusto per darmi il buongiorno".

Neppure un documento mi è stato da loro prodotto e non sto a dire che salti mortali per avere un estratto del certificato di nascita ante adozione.
L'ha salvato, lo stronzo (che sia maledetto) la presenza di miei amici. Glielo ho detto, ha ridacchiato. Ma so bene che ha paura di me .
Fine del piccolo sfogo scemino.

Erica, tesoro, giocherete insieme, eccome. E presto, Visal compreso, degno fratello di tanta sorella.

Isola, sei la prima zia che vuole conoscere. Ho il “sospetto” che astucci e perline ne siano responsabili.

Vi saluto, la streghetta qui al mio fianco sta mostrandomi tutta la sua “gioia” nello stare qui ad aspettarmi (anche perché le ho detto di no alla ennesima bibita).

Il mio ritorno... Se l'ambasciata non dorme ANCHE lunedì (e martedì è ognissanti, e mercoledì ramadan)... Potrei rientrare presto.
Lo spero, perchè R. ha ormai bisogno di partire.
E io con lei.

buona fine settimana

M

 
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