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Sono le 3 del mattino. Non riesco a dormire. Come mi succede spesso da alcuni giorni… ho preso il pc e mi sono messa in un anfratto a scrivere, seduta su divanoni bianchi. Spero che quelli della stanza 1101 abbiano il sonno pesante.
Li ho lasciati addormentati in stanza. I due fratelli stanotte dormono insieme. Nello stesso letto. Si scoprono entrambi, si agitano entrambi. |
Visal sembra un altro bambino rispetto a ieri. Sono passate poco più di 24 ore e sembra passato un secolo. Ieri era tesissimo e spaventato a morte. Non muoveva un muscolo quando era in braccio, non si lasciava avvicinare, se lo prendevi si lasciava prendere con rassegnazione. Con la faccia appesa. Era davvero preoccupato. E ieri, mentre tutto ciò accadeva, mi chiedevo che forza debbano avere questi bimbi. A quali prove sono sottoposti così piccoli e così già poco strutturati. Essere presi e portati via. Portati via. Col minuscolo coperchio di un pentolino che ancora non vuol lasciare. Tutto quello che ha portato via dall'istituto. Deve scattare qualcosa in loro che li faccia pensare che si possano fidare, è un lavoro tutto loro. Noi non possiamo che aspettare che questo accada. Prima o poi. Fidarsi. Poi verrà tutto il resto. Oggi, dopo essere stato sbatacchiato di qua e di là in giro per documenti e dopo essersi addormentato, nel pomeriggio s'è svegliato con qualcosa dentro. Si sarà detto: ce la posso fare! E allora le chiacchierine che ieri riservava solo alla sorella sono diventate incessanti, il solletico oggi lo fa ridere, a crepapelle, non c'è cosa più divertente che tirare lo sciacquone dell'acqua e correre via, un milione di volte. E poi il telefono… prende il telefono e fa incessanti telefonate. Poi attacca e ride. E corre appresso alla sorella lungo il corridoio. E si mette tutte le macchinette nello zainetto, se lo mette sulle spalle, si mette le scarpe prende la porta e se ne va… e noi a corrergli dietro “Fermo! Andò vai!!!”. Io mi immagino che voglia andare dagli amichetti…
È un meticoloso. Nello zaino non ci possono andare gli animali. Non si mischiano animali con macchinette. E il riso coi gamberi si mangia così: a grandi cucchiaiate, la carne con le mani e separando meticolosamente i gamberi da una parte e così tutto quello che non gli piace. Spesso butta per terra… quello che non gli piace appunto… Nera sarà felice di questo nuovo cambogetto.
Ha un amore sviscerato per il padre. Che riconosce dalle foto e urla “PÀ!!!”. Lo segue come una paperetta di Lorenz, e quando si ferma è subito pronto con le braccia alzate e quando Pier lo prende gli si avvinghia tutto soddisfatto. Le scarpe gliele mette lui, la pipì la fa con lui, in braccio solo a lui, lo veste lui... Io sono assolutamente accessoria. Poi quando vedrà Nera le cose sono fatte: una famiglia meravigliosa, peccato che c'è una mamma!
Comunque oggi ho capito perché gli uomini sono senza tette… perché c'è una giustizia a questo mondo! Fa tutto col PÀ!!! Ma si addormenta con me, c'è più soddisfazione… lo cullo, cantandogli una ninna nanna, lui mi mette una mano dietro la schiena e cerca la nuda pelle, e muove i piedi. E si lascia andare addormentato. Stasera l'ho messo steso sul petto, orecchio contro cuore. Come ho tenuto Erica un milione di volte. Piccolina e poi più grande. Steso sopra, che dormiva. Mentre gli davo un milione di bacini sulla testa.
Ho chiesto al direttore dell'istituto perché Visal abbia passato tanto tempo lì. Lui mi ha dato una risposta evasiva, vera, ma non per lui in particolare. Mi ha detto che gli occidentali preferiscono le bambine piccole. Anche gli italiani? Si, anche gli italiani… e oggi li ho visti gli occidentali con le minuscole bambine. Alla cerimonia ufficiale, dopo di noi 4 coppie di americani: non erano un gruppo, come noi, erano ciascuno con un procuratore, ciascuno con una bambina in braccio, la più piccola avrà avuto un paio di mesi, la più grande meno di un anno. Ma solo perché la coppia era piuttosto attempata. E li ho visti dunque gli adulti che scelgono… li ho fotografati, con le loro bambine, per non dimenticarmeli. Le bambine, preferite perché più belle, più tranquille, con meno problemi di integrazione nella società occidentale. Vedo bene questo connubio fra gli americani in cerca di piccole cinesi e i cinesi che affollano i loro istituti di bambine. Due lati della stessissima medaglia. La scelta di genere. E mi sono chiesta tante volte in questi pochissimi giorni… ma questo popolo che pensa? Che pensa nel vedere occidentali in taxi, altissimi, ben messi e ben vestiti, che alloggiano in albergoni, come questo, con le loro telecamere, che vanno in giro coi loro bambini… Che pensano? Che pensano di questi bambini che vanno via… che pensano? A volte mi passa un pensiero cupo per la testa…
I bambini qui rovistano nella spazzatura… li vedi anche piccoli, di un paio d'anni, mezzi nudi che vanno in giro da soli, in una città trafficatissima. Vedi la gente sulle strade. Vivono tutti per strada, sulla strada. È come se non esistesse uno spazio tridimensionale… qui si vive in maniera bidimensionale: la strada e le persone lungo la strada. Che vanno in motorino, che vendono, che trasportano, che camminano, che si fermano seduti. Anche le flebo si fanno per strada…
Prima di scrivere il messaggio di ieri mi sono letta il topic. Mi ha commosso molto il “quotare il quotato” perché so che cosa significa, so che cosa passa di lì, quali sentimenti, quali barricate, protettive. E sono molto fortunata… perché abbiamo costruito proprio un bel posto…
E poi vi abbraccio tutti, soprattutto Gino e Simona perché so a che cosa stanno pensando, alla piccola Livia: ho letto tutto il suo messaggio a Erica. Una lista sarebbe inutile ma sappiate che… sono felice, felicissima che siate qui. Con me. |