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Sabato,
19 novembre 2005 |
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... stanotte non si dorme.
Sono sola sul forum e vago qui e lì.
Ho finito ora di fare i bagagli a mano. Ho perso il pin del bancomat e dunque non so come ricaricare i telefoni. |
Non ho ancora fatto 4 foto che ci serviranno a Bangkok. Ho preso 800$ in meno del necessario (ne ho presi poco più di 200 $ ... ma dove ci volevo andare con 200$???).
Il forum dorme.
Che starete sognando?
Vi immagino lì... sotto le coperte col freddo che fa. Magari fra qualche ora qualche insonne si alzerà. E magari farà come me e accenderà il pc. La pagina di apertura su gche...
Ho scoperto che salutarsi può durare molto tempo. E questa cosa è vera sia live sia nel virtuale. Di fatto sono ore che vi saluto e sono riuscita a salutare per quasi un'ora tre amiche.
La prima mi ha pure portato davanti a uno specchio... come si fa a salutarmi con la faccia che c'ho quando mi si saluta?
Quante ore mancano?
Non lo so. Non riesco a contare ...
Come ho fatto ad arrivare fin qui? Non riesco a credere che tutto ciò poi diventa vero. Ma poi diventa vero? Mi sembra di scrivere una sceneggiatura... mi sembra tutto così irreale. Così irreale che a volte poco comprendo tanta commozione...
Sarà vero? Non lo so. Io non credo però.
Quando riuscirò a collegarmi... fatemi trovare un forum caldo e accogliente. Come lo lascio. Come l'ho fatto nascere. Come l'ho sognato...
'notte.
Serena notte a tutte. |
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Domenica, 20 novembre 2005 |
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Sono qui... dall'altra parte del mondo.
L'orologio di questo pc fa le 12.35.
Poco fa siamo arrivati in albergo. Pier riposa, Erica gioca con la casetta regalata da Giulia. E io che non dormo da tante tante ore sono qui.
Non si è dormito... Erica forse un paio d'ore. Non riesco a scrivere con questa tastiera.
Insomma, sapete tutto. Tutti gli alfieri sono nelle camere. Nel prossimo weekend andranno alle destinazioni pensate.
Io penso di essere capitata nella vita in un forum straordinario. Pieno di gente bella, bella davvero. Le emozioni erano così tante e forti, e da tanto tempo, che io non posso fare altro che rifletterle. Voi di là dal monitor e le pazze di là a Fiumicino che contrattavano. Ma merito tutto questo io? Sono senza parole. Senza parole.
Non si dormiva in aereo. E pensavo. Ascoltavo la musica di Jul... Non ho letto un rigo. E guardavo il tramonto arrivare velocemente e l'alba risorgere dopo poche ore. E pensavo guardando quella luna. E coccolavo.
Erica qui è una bambina esotica. Lo avevo notato anche a Bangkok. Le persone la guardano, sgomitano, si fanno cenno e la salutano. Più chiaro qui, dove un autista le ha fatto 4 foto con il videofonino e una se l'è messa a salvaschermo. E la toccano e si sgomitano, e la guardano e sorridono e la salutano. Non lo avrei mai pensato...
Ragazze mie vi sto scrivendo a poche ore, una forse, da quando mi muovo di qui per andare da Visal Zungzang.
Poche ore. Forse meno.
Ho fatto una doccia. I capelli sono i soliti. Porto una pecora nera e un elefante. Lo zainetto pieno di macchine e animali lo lascio qui. Porto però molti giochi per i pupi lì. Fermagli, shangai, corde per saltare. Sono cose portate da due borse con una storia.
Una è una borsa di pelle, fatta di pezzetti piccoli di pelle avanzata. Di quelle artigiane, comprate da chi le fa, piccola, morbida, colorata, perche è di tutti i colori. È la borsa che ho portato in ospedale per Erica. C'erano le sue cose dentro ed è sempre stata sua. Con le sue cose.
Poi un'altra. Di stoffa colorata. Con un'altra storia. Una borsa prestata per farsi un altro viaggio pieno di giochi da portare. Borsa che si è vista tanti luoghi e tanti bambini e che qui era stata poco meno di un anno fa.
E con queste vado.
Che dirò? Che farò? Non lo so.
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Lunedì, 21 novembre 2005 |
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Mi hanno dato il bambino sbagliato.
Mi avevano detto che era introverso, riflessivo... Già me lo immaginavo un po' scontrosetto come mammà.
Invece a - 6264535 (Visal non3 scrivere!!!) - 24 ore è qui che ride come un matto... a crepapelle. Io - s2e3 ..........3222223+0.3 (fermo!!!) - dicevo... io posso anche non esserci, l'importante è che ci sia PA.
Non so, credo che me lo porteranno via, mi sembra ancora tutto irreale qui a Latina...
(Pier li ha portati fuori).
Ieri ero silenziosa, mentre facevamo la lunghissima strada, trafficata e piena di gente, verso l'istituto. Per strada molta polvere, animali tenuti in qualsiasi condizione, vacche magrissime, cani emaciati e zeccosi, galline razzolanti, un maiale portato in una specie di rete tubolare, bambini in strada, centinaia di bambini in strada, nudi, ridenti, al lavoro.
Strada che avevo provato a immaginare tante volte. E poi la curva. Non ci potevo credere quando sono entrata: questo posto esiste! Cioè, è vero, è a tre dimensioni. E c'erano i bambini. Quei bambini che avevo visto tante volte. Ed erano lì. Li conoscevo quasi tutti. Mi sono informata su ciascuno di loro. Li ho visti anche cresciuti. Alcuni.
C'era anche Visal. Che ci ha visto ed è scappato. Il direttore ci ha spiegato che li aveva preparati, questi bambini. Aveva fatto loro vedere le nostre foto tante volte: maman, papa . E lui giustamente se ne è andato.
Aggiungiamoci anche che avevamo portato i giochi sbagliati, poco tecnologici, e lui se l'è presa a morte. Lui era lì, rigido, tesissimo, terrorizzato. Lo sentivo. Io sono andata via. Sono uscita dalla stanza dov'era, l'ho lasciato con Erica e Pier. E sono andata fuori, sotto il portico, con gli altri bimbi, a regalare giochi e a giocare con i giochi, a mettere mollette, a far vedere calcolatrici, soffiare palloncini, scartare pentoline... sono rimasta lì.
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